Lost in translation ‒ 2018

installation
wood, led, iron, digital projections, speaker

L’installazione si articola in un soppalco investito da una luce fredda in cui si odono le voci di persone che, nelle loro lingue madri, elencano coordinate di aeroporti, e una proiezione a parete che riporta il risultato dell’ascolto di google translator dei suddetti dati. Il passaggio all’interno dell’aeroporto avviene in una condizione di perenne proiezione verso la meta da raggiungere. Il concetto di errore viene sottratto dalla sua definizione negativa, aprendosi alla possibilità di creazione di nuovi luoghi.

The installation consists in a mezzanine with a cold light illumination inside where is possible to hear voices of many native speakers that, in their own languages, list airports coordinates, and a wall projection that shows the result of the google translator’s listening of the aforementioned data. We walk is the airports continuously projected to our destinations. Here mistakes are not negative as usual, they offer the possibility to create new places.