hikikomori

Installazione site-specific, 2024
Tessuto super-black

Sulla facciata della fondazione campeggia la scritta “Casa del Combattente” a indicare l'originaria destinazione dell'edificio. Da sempre elogiata, quella del combattente è una figura che, nel divenire precario di questa contemporaneità, ci sembra perdere il suo senso. Cosa farsene infatti, di un'immagine che si proietta verso il futuro, quando questo si prospetta senza alcuna presenza umana? Cosa farsene di un corpo duro e inflessibile nella visione di un mondo allagato, in cui semmai, occorrerebbe lasciarsi condurre dall'irregolare fluire dell'acqua? In tale prospettiva, invece, possono avere un forte significato culturale gli atti di sottrazione, di passivo abbandono a un lento processo di dissoluzione. In un ideale contrasto con la figura del combattente, attraverso l'utilizzo di un nero a elevato assorbimento di luce, una parte dell'edificio viene sottratta alla sovraesposizione luminosa urbana. Come un hikikomori, essa si ritrae silenziosa e rinuncia a ogni pretesa di governo sul mondo.

Crediti video e fotografici: Elio Di Pace


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